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Fortunato Bellonzi
e la Casa Di Dante in Abruzzo
Corrado GIZZI

Ricordo di Fortunato Bellonzi
Enzo CARLI


Il presente a Dante
Leo STROZZIERI


Note bio-bibliografiche
di Fortunato Bellonzi
Vania DI STEFANO
Fortunato Bellonzi e la Casa di Dante in Abruzzo
Corrado GIZZI



La Casa di Dante in Abruzzo è stata fondata legalmente a Pescara, il 28 dicembre 1979, con lo scopo precipuo di diffondere l'opera e il pensiero di Dante, grazie all'apporto dei maggiori dantisti italiani e stranieri. Agisce da Pescara per tutta la Regione e ha sede nel Castello Gizzi di Torre de' Passeri. Sulle orme di città dantesche, come Firenze, Ravenna, Roma e altri centri di rilevante espressione civile, ha promosso dibattiti, conferenze, convegni e tavole rotonde, allo scopo non solo di suscitare in Abruzzo l'interesse per il sommo Poeta, ma di far sì che la Regione potesse affiancarsi degnamente a quelle culturalmente più avanzate. Ma soprattutto ogni anno, dal 1980, nel periodo settembre-novembre, ha allestito nel Castello di Torre de' Passeri mostre dei più grandi interpreti figurali della Divina Commedia, nelle quali sono state esposte per la prima volta in Italia, e spesso in esclusiva, le illustrazioni dantesche dei
Nazareni-Puristi e Preraffaelliti, di Blake, di Dante Gabriel Rossetti, di Fussli, di Flaxman, di Koch, di Jan van der Straet e degli italiani Guttuso, Sassu, Alberto Martini, Botticelli, Signorelli, Raffaello, Federico Zuccari, Michelangelo e Scaramuzza. Le mostre sono affiancate dalla pubblicazione di "cataloghi", che in realtà sono pubblicazioni del tutto particolari che godono della generale ammirazione e riscuotono largo successo nell'annuale mostra del libro a Francoforte. Il catalogo Flaxman e Dante, in particolare, in un sondaggio promosso dal "Giornale dell'Arte", è stato giudicato, con pochi altri, il migliore tra quelli stampati nel 1986. E Signorelli e Dante è stato scelto dalla rivista "Millelibri" tra le più belle strenne natalizie per l'anno 1991. In occasione della mostra dedicata a Dante Gabriel Rossetti, oltre al "catalogo" è stata ristampata, in un'edizione unica, la Vita Nuova con la traduzione inglese di Dante Gabriel Rossetti e le illustrazioni dello stesso Rossetti. Le rassegne di Torre de' Passeri, del tutto singolari e originali, per l'altissima qualità delle opere esposte hanno meritato al Castello la qualifica di "Tempio dell'Arte". Esse richiamano ogni anno folle di visitatori, provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. In qualche anno si è registrata la presenza nel piccolo centro abruzzese di 25 pullman al giorno. E la grande stampa quotidiana e periodica, italiana e straniera, riserva ad esse un'attenzione che ha pochi riscontri in Italia ed è paragonabile solo a quella avuta dall'Abruzzo ai tempi di D'Annunzio, come è stato sottolineato.

A conferma di quanto qui è detto, si trascrivono alcuni dei tanti giudizi espressi sui mezzi di comunicazione. Piero Santi, in un ampio servizio sulla rete nazionale del GR1, ha detto, tra l'altro: "Le mostre della Casa di Dante in Abruzzo hanno collocato una regione, spesso trascurata dalle grandi occasioni culturali, al centro di un panorama culturale di respiro internazionale".

Enzo Fabiani, su "Gente", a proposito della mostra di Blake, ha scritto: "Una delle mostre più straordinarie e insolite di quest'anno in Italia è allestita nella Casa di Dante in Abruzzo".

Giorgio Pillon, sul "Borghese", a proposito della stessa mostra, così si esprime: "La mostra è risultata straordinaria, la più bella che noi abbiamo visto quest'anno in Italia". Ferruccio Ulivi dedica alla rassegna un ampio servizio che occupa l'intera pagina culturale di "La Discussione", in cui è detto: "Da noi sono avvenuti di recente due episodi che vale la pena di segnalare: la riproduzione del grande Codice Urbinate e la mostra 'Blake e Dante' in Abruzzo". Giorgio Morelli, a proposito della mostra di Flaxman, su "Il Messaggero" scrive: "La Casa di Dante in Abruzzo a Torre de' Passeri rappresenta ormai una realtà culturale in tutta la penisola e soprattutto, per quel che riguarda il mondo dantesco tradotto nelle arti figurative, essa è diventata un vero faro della cultura europea". Antonio Paolucci, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Firenze e Pistoia e attualmente Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, nel suo saggio per il catalogo Botticelli e Dante, così si esprime: "Fra cento anni lo storico che lavorerà a sistemare gli apparati critici e bibliografici di Sandro Botticelli, si accorgerà che il 1990 ha visto in Italia due eventi botticelliani di rilievo, fra loro affini se non anche speculari. Uno è la mostra di Torre de' Passeri dedicata a Botticelli e Dante, l'altra è la presentazione dopo il restauro dell'Incoronazione degli Uffizi: capolavoro botticelliano [...] escluso dal godimento pubblico e dallo studio diretto per via di vicende conservative delicate e complicate, durate poco meno di un secolo".

Vittorio Sgarbi giudica i "cataloghi" realizzati dalla Casa di Dante in Abruzzo e curati da Corrado Gizzi "una pietra miliare con cui ogni studioso e critico d'arte deve confrontarsi".

Per Federico Zeri i suddetti "cataloghi" "sono degni delle rispettive mostre, sempre fuori del comune per novità e intelligenza".

Antonello Trombadori ha voluto "testimoniare l'ammirazione per l'intera serie di iniziative dantesche, i cui splendidi, scientifici cataloghi arricchiscono la cultura italialla e non solo italiana".

L'autorevolezza e il peso dei giudizi riportati autorizzano ad affermare, senza falsa modestia, che il 1980 ha segnato, per la Casa di Dante in Abruzzo, l'inizio di una marcia trionfale, per un insieme di circostanze favorevoli, per il contributo di Enti pubblici e privati, ma soprattutto per il sostegno convinto ed entusiasta di Fortunato Bellonzi, eminente storico dell'arte e all'epoca Segretario Generale della Quadriennale di Roma. Invitato ad inaugurare la prima mostra dedicata al bronzetto dantesco, nel 1980, è rimasto a fianco degli organizzatori delle varie manifestazioni fino all'anno della sua scomparsa, attratto dalla serietà e dalla determinazione dei propositi e dalla originalità della formula con cui si voleva onorare Dante, il suo poeta prediletto, lucerna della sua mente e specchio della sua vita. Consigliere sagace e collaboratore assiduo e disinteressato, con i suoi scritti ha messo le ali alla Casa di Dante in Abruzzo. Ogni anno, il giorno in cui si inaugurava la mostra, "Il Tempo", di cui Fortunato Bellonzi era critico d'arte, usciva con la terza pagina dedicata esclusivamente o quasi alla manifestazione. Lo stesso giorno egli era presente a Pescara, alla cerimonia inaugurale, per illustrare la figura e l'opera dell'artista a cui era dedicata la mostra.

È ancora vivo e rimarrà a lungo nella mente e nel cuore il ricordo dei suoi puntuali interventi, ma soprattutto dell'inconfondibile e inimitabile declamazione di canti della Divina Commedia, a chiusura della cerimonia, che veniva salutata da applausi a non finire. Dopo di lui si sono succeduti attori noti e celebrati, ma nessuno ha saputo stargli alla pari. Perché più e meglio di ogni altro, la Divina Commedia era da Fortunato Bellonzi intesa, posseduta, saputa a memoria, ma soprattutto amata di un amore appassionato e intenso, che si rifletteva nei suoi sapienti colloqui, nel suo eloquio indescrivibile e indimenticabile e nel suo stile, di una sobria classicità e ricca di intuizioni, da cui traluce un meraviglioso e profondo sapere e una prodigiosa elevatezza morale.

Sua e della sua impareggiabile compagna Marussia Manzella è l'idea di una Pinacoteca Dantesca a Torre de' Passeri; suo l'elenco di quasi tutti gli artisti a cui rivolgersi, tutti storicizzati e altamente rappresentativi del panorama artistico nazionale e internazionale, ma soprattutto capaci d'intendere e interpretare Dante.

Essi hanno risposto con entusiasmo all'invito e le loro opere di argomento dantesco, generosamente donate, formeranno il primo nucleo della Pinacoteca intitolata a Fortunato Bellonzi, che contribuirà, quod est in votis, all'arricchimento artistico e culturale della regione Abruzzo.

Nessun encomio e nessun ringraziamento possono adeguatamente contraccambiare la disponibilità e la nobiltà d'animo degli artisti, che hanno donato opere d'inestimabile valore.


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