Sala III - S. Alfonso M. dei Liguori
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio
 

 

"Nella terza stanza c'è il mio letto bianco, c'è il vecchio armadio dipinto, con i suoi specchi appannati e maculati; c'è l'inginocchiatoio di noce dove mi sedevo in corruccio e rimanevo ammutolito, con una ostinazione selvaggia per non confessare che mi sentivo male"

dal "Notturno"

 

 

In questa stanza non è più possibile ritrovare il "letto bianco" ricordato dal d'Annunzio. I due letti presenti sono d'epoca ottocentesca e sono esposti per riproporre l'ambiente descritto nel Notturno; gli altri arredi della camera sono quelli della famiglia d'Annunzio, come il pregevole mobile a doppio corpo con alzata ed anta con specchio, riferibile alla fine del XVIII sec., e l'inginocchiatoio in noce della seconda metà del XIX sec., ricordati e descritti dal Poeta.

Sulle pareti sono presenti stampe a carattere devozionale: sulla sinistra un "Cristo portacroce" opera di arte popolare dipinta su vetro (1); sopra le testate dei letti "S. Alfonso Maria dei Liguori" e la stampa acquerellata "La Madonna Immacolata".





Cristo Portacroce


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1) Pittore di scuola napoletana, Cristo Portacroce, vetro dipinto, XIX sec. Questo piccolo quadro viene segnalato come prodotto di arte popolare realizzato come pittura su vetro-freddo dove il colore, applicato sul rovescio, si lega ad un veicolo oleoso basato su vernici che consente la visione per trasparenza.