Palazzo Michetti - Decorazione
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio
 

 

 

Il 1° novembre 1874, appena undicenne, Gabriele d'Annunzio lasciò la casa natale e il borgo in riva al fiume per andare a studiare a Prato. Ritornò a Pescara solo dopo circa quattro anni, a metà agosto del 1878, avendo dovuto trascorrere, per volontà del padre, quasi quattro estati consecutive in una dipendenza del "Cicognini", denominata Villa della Sacca, distante pochi chilometri dal collegio. Per i bagni di mare si recò ad Ortona, dove frequentò la spiaggia di cui era concessionario Francesco Colonnello, chiamato amichevolmente "Ciccutiello".
Ripartì per la Toscana il 14 novembre. Tornò a Pescara il 30 luglio 1879. In dicembre si dispose a diventare una celebrità nazionale, grazie alla pubblicazione, abilmente propagandata dal padre, della sua prima raccolta di poesie, intitolata Primo Vere. Dopo un altro anno scolastico a Prato, al ritorno in Abruzzo, l'estate successiva, il giovane poeta soggiornò a Francavilla al Mare, stringendo amicizia con Francesco Paolo Michetti, Costantino Barbella e Paolo De Cecco. A novembre ripartì per il collegio e fu di nuovo a Pescara il 9 luglio 1881, diplomato e con fama accresciuta, avendo iniziato a collaborare ad
alcune riviste letterarie.

Dopo l'iscrizione all'università e l'inizio della vita romana, d'Annunzio ritornò nel paese - che si accingeva a trasformarsi in città - il 2 luglio 1882 e trascorse l'estate a Francavilla, Chieti, Ortona e L'Aquila. Ripartì per la capitale il 16 ottobre. Iniziata l'intensa relazione amorosa con la duchessina Maria Hardouin, fuggì con lei a Firenze nel giugno 1883, sostando poi brevemente a Pescara. Il matrimonio fu celebrato il 28 luglio a Roma nella cappella di palazzo Altemps, residenza dei duchi di Gallese, assenti i genitori di lui e il padre della sposa, contrario all'unione dei due giovani. Testimoni per il poeta furono Michetti e un certo Baldassarre Avanzini.

A settembre d'Annunzio portò a Pescara la moglie, che incontrò per la prima volta i suoceri. La coppia andò ad abitare a Villa del Fuoco, in una casa di proprietà di Francesco Paolo d'Annunzio, al numero 100 della via Salaria, dove il 13 gennaio 1884 nacque Mario, che alla fine del mese fu affidato ai nonni. Il poeta aveva intanto pubblicato altre tre opere in versi: Canto Novo - ispirato da Lalla, il suo
primo amore, conosciuta in Toscana -, nel 1881, Terra Vergine, nel 1882, e Intermezzo di Rime nel 1883. Il 1° ottobre 1883 era poi andato a Chieti per la visita di leva ottenendo il rinvio del servizio militare grazie alla iscrizione all'università.

Il soggiorno pescarese fu interrotto solo da una breve visita a Torino nella primavera del 1884. L'estate successiva fu trascorsa dai giovani sposi a Francavilla, dove agli amici del Cenacolo michettiano si aggiunsero Scarfoglio e la moglie, Matilde Serao. A novembre d'Annunzio si ritrasferì a Roma collaborando per le cronache mondane, alla "Tribuna". In luglio e agosto del 1885 fu a Francavilla. Il 30 settembre affrontò in duello a Chieti un certo Magnico, riportando una lieve ferita. Ripartì per Roma in novembre. Andò a Pescara nel giugno 1886 per alcune incombenze relative alla difficile situazione economica della famiglia. Ad agosto lasciò la moglie a Pescara prima di imbarcarsi ad Ancona per una crociera nell'Adriatico. Ritornò nella città natale nel marzo 1887 rispondendo ad una richiesta di aiuto del padre, sommerso dai debiti. Vi sostò di nuovo il 9 aprile per il matrimonio di sua sorella Elvira. Trascorse a Francavilla l'estate di quell'anno e vi ritornò nel 1888, per scrivervi Il Piacere, la cui stesura lo impegnò fino all'inizio del 1889. Ma il prolungamento del suo soggiorno in Abruzzo fu dovuto anche alla difficile situazione determinatasi in seguito alla condotta dissoluta del padre.

Ripartì per Roma il 2 febbraio. L'estate successiva cominciò a scrivere, a Francavilla, il Trionfo della Morte, che proseguì a S. Vito, dove lo raggiunse
Barbara Leoni, dopo una sosta all'albergo "Rebecchino" di Pescara il 25 luglio, restando con lui fino a settembre.

D'Annunzio continuò a lavorare al romanzo a Francavilla fino a metà ottobre
poi partì per il servizio militare. Fu a Pescara dal 6 al 18 febbraio 1890 per visitare il padre malato e prorogare le scadenze dei suoi debiti. Vi ritornò il 5 aprile. Il 31 ottobre fu congedato come sottotenente nei Lancieri di Novara. Tornò a trovare sua madre, disperata per la dissennata condotta del marito e il conseguente disonore per la famiglia, il 23 dicembre e si trattenne a Pescara fino al 30. Soggiornò a Francavilla dal marzo all'agosto del 1891, dedicandosi alla stesura del romanzo L'Innocente e visitando l'Abruzzo, recandosi in particolare a Chieti e Casalbordino. Quindi andò a Napoli, dove iniziò per lui una nuova fase della sua vita.

Il padre di Gabriele d'Annunzio morì il 5 giugno 1893, ma il poeta giunse a Pescara dopo la sua sepoltura e si trattenne una quindicina di giorni, per aggiungere nuove ipoteche a quelle già esistenti su proprietà della famiglia. Solo la casa natale sarebbe stata salvata, riscattata con la dote di Donna Luisa. D'Annunzio trascorse poi pochi giorni in Abruzzo tra ottobre e novembre. Dimorò a Francavilla nella primavera e nell'estate del 1894 con Maria Gravina, ma il loro rapporto era già in crisi. Vi ritornò ad ottobre per scrivervi Le Vergini delle Rocce, soggiornando anche a Casoli, ospite di Masciantonio con Michetti, visitando Palombaro e S. Eusanio del Sangro, dove viveva Filippo de Titta. Riprese a scrivere il romanzo a Francavilla nel gennaio 1895 e vi tornò, per concluderlo, a luglio, incontrando l'Hérelle, con il quale parlò dei suoi dissapori con la Gravina e dei progetti letterari. Andò a salutare la madre a fine luglio prima di partire per la Grecia. Ad agosto fu in Abruzzo in compagnia di Masciantonio. Soggiornò ancora a Francavilla con la Gravina in settembre novembre e tra la fine di giugno e il luglio del 1896, quindi in settembre fece un giro per l'Abruzzo con lei, I'Hérelle ed Emilio Berteaux. Tra l'autunno del 1896 e il 24 gennaio 1897 si dedicò, a Francavilla, ai romanzi Il Fuoco e La Città Morta. Quindi, in primavera e in estate, fu impegnato nei comizi della campagna elettorale nel collegio di Ortona, il più celebre dei quali fu quello del 14 agosto, noto come "Discorso della siepe", in difesa della proprietà privata. In dicembre si concluse a Francavilla il suo ultimo soggiorno abruzzese ed avvenne il definitivo distacco dalla Gravina, che andò a vivere a Roma, dove già aveva dimorato periodicamente con il poeta.

Si diradarono da allora i viaggi di d'Annunzio nella sua terra. Il 23 giugno 1904 andò a Pescara, accolto solennemente dai concittadini, che organizzarono un banchetto in suo onore alla Pineta. Il giorno dopo a Chieti parlò al Teatro Marrucino prima della rappresentazione della Figlia di lorio. Fu di nuovo nella casa natale dal 17 al 21 marzo 1910, in visita alla madre malata. Tornò a vederla, dopo la permanenza in Francia durata cinque anni, il 30 giugno 1915, prima di partire per la guerra, restando impressionato dalle sue pessime condizioni di salute. Il 28 gennaio 1917 si recò a Pescara per salutare la sua salma, il giorno dopo la morte, e si trattenne per partecipare ai funerali. Non avrebbe più rimesso piede nella sua casa né a Pescara.

Nella foto:

Francesco Paolo Michetti con il figlio Alessandro, l'on. Masciantonio, De Nino, Scarfoglio e Sartorio in visita all'Abbazia di San Clemente a Casauria nel 1902.