Sala VI - Maddalena Penitente
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio
 

 

 

Questa stanza era adibita a soggiorno ed arredata con mobili ottocenteschi. Attualmente vi sono stati collocati alcuni pannelli didattici con fotografie, lettere e citazioni di opere del Poeta che illustrano quei luoghi dell'Abruzzo a cui rimase sempre particolarmente legato: Francavilla al Mare, dove d'Annunzio fu spesso ospite del pittore Francesco Paolo Michetti (1), insieme agli artisti del Cenacolo (2); l'eremo di S. Vito Chietino, dove trascorse parte dell'estate 1889 insieme a Barbara Leoni e concepì "Il trionfo della morte"; S. Clemente a Casauria, l'abbazia benedettina dell'XI sec., citata più volte in alcune opere; Casoli, nel cui castello, di proprietà della nobile famiglia dei Masciantonio, una stanza conserva ancora i ricordi dei ripetuti soggiorni del Poeta.

Sulla parete sinistra della stanza sono esposte due litografie di Basilio Cascella (
3): l'una riproduce il ritratto di Luisa d'Annunzio (4) che fu donato al Poeta dagli studenti di Chieti il 24 giugno 1904, in occasione della prima rappresentazione de "La Figlia di Iorio", quando a d'Annunzio, insieme con Michetti, fu conferita la cittadinanza onoraria; l'altra è una riproduzione della Maddalena penitente (5) di Tiziano Vecellio conservata nella Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli.

In questa stanza è stato collocato il divano Teodolinda, opera dell'artista pescarese Franco Summa, dedicato ad una delle prime donne amate da d'Annunzio, che egli descrive nella novella "La Contessa di Amalfi" come una donna che alta e sottile...si lasciava trasportare trasognata e i capelli svolti in anella le fluttuavano sugli omeri.

(1) Francesco Paolo Michetti nasce a Tocco da Casauria (PE) nel 1851. Dopo i primi rudimenti appresi a Chieti presso il frescante Marchiani, nel 1868 si reca a Napoli con un sussidio e si iscrive al Reale Istituto di Belle Arti sotto la guida del Morelli. Contemporaneamente segue gli insegnamenti di Palizzi e frequenta assiduamente Dal Bono e i pittori della Scuola di Resina, sempre interessato allo sviluppo delle tematiche realistiche, che in seguito approfondirà al ritorno nella sua terra. A Parigi conosce la pittura di Fortuny, dal quale viene fortemente suggestionato e che lo spinge a nuove ricerche nell'uso del colore. La sua attenzione è rivolta verso l'analisi oggettiva dei vari aspetti della natura, che analizza con notevole sensibilità luministica. Nel 1877 raggiunge il successo con il suo primo dipinto di grandi dimensioni, la Processione del Corpus Domini, presentato all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli, che riscuote un grande successo presso la critica. Nel 1883 acquista l'antico convento francescano di S. Maria del Gesù a Francavilla al Mare (CH), dove stabilisce la sua residenza e dà vita al cosiddetto "Cenacolo", sodalizio di varie personalità di spicco nel panorama culturale abruzzese e nazionale, quali d'Annunzio, Tosti, Barbella, De Cecco, Scarfoglio e la Serao. Con d'Annunzio in particolare stringe un rapporto di amicizia che non si interromperà mai e che influirà sull'ispirazione e sulla produzione di entrambi: gli stessi temi saranno analizzati e rielaborati da ognuno rispettivamente nel proprio ambito di espressione. Nel 1895 espone alla 1^ Biennale di Venezia La Figlia di Iorio e nel 1900 partecipa all'Esposizione Universale di Parigi con le Serpi e gli Storpi, opere nelle quali si manifesta il profondo legame alla terra abruzzese, di cui va studiando e ritraendo i costumi, le tradizioni, i riti, le superstizioni. Negli anni successivi rallenta la sua produzione pittorica fino a smettere di dipingere per dedicarsi esclusivamente alla fotografia. Muore a Francavilla nel 1929.

(2) Il Cenacolo. Con questo nome è conosciuto quel sodalizio intellettuale ed artistico formatosi intorno a Francesco Paolo Michetti e al suo "Conventino" di Francavilla al Mare negli anni tra il 1878 e il 1897. Vero "Tempio dell'Arte", è stato la sede più importante della vita sociale e culturale abruzzese, luogo di riferimento artistico in quanto ospitò le personalità più significative della letteratura, della pittura, della scultura e della musica: al gruppo storico composto da Michetti, Tosti, Barbella e d'Annunzio si unirono i nomi illustri di Scarfoglio, la Serao, de Cecco, Di Giacomo, Primo Levi, Errico e D'Antino, creando così un centro aperto ai contributi più moderni e illuminati per il risveglio delle arti locali.

(3) Basilio Cascella è il capostipite di una famiglia di artisti, che si è distinta per una vasta produzione dalla fine dell'800 ai giorni nostri, spaziando nei vari campi delle arti, dalla pittura all'incisione, alla litografia, alla ceramica, alla scultura, al mosaico.
Nasce a Pescara nel 1860. Apprende i primi rudimenti dell'arte litografica a Roma, nello stabilimento di Luigi Salomone. Tornato a Pescara dà vita alle sue prime composizioni ispirate alla semplice vita della gente d'Abruzzo; nel 1899 fonda la rivista di arte e letteratura "L'Illustrazione Abruzzese", che raccoglie intorno a sé grandi nomi di artisti, scrittori e poeti.
Nel 1912 si reca a Milano dove frequenta la "Famiglia Artistica" associazione fondata da Bignami e frequentata da Medardo Rosso, Previati, Mentessi, Puccini, Mascagni ed altri tra i più rinomati letterati ed artisti del tempo con cui Basilio stringe amicizia.
Partecipa a numerose mostre allestite a Torino, Venezia, Londra, Napoli, Palermo, con ceramiche e dipinti. Apprende l'arte della pittura su ceramica a Rapino, nel laboratorio di Fedele Cappelletti, e dà origine ad una ricca produzione di vasi, piatti, ma anche di lavori di grande formato, come i pannelli che decorano il Sacrario di Bocca di Valle dedicato ad Andrea Bafile, quelli della Stazione Centrale di Milano e quelli delle Terme di Montecatini.
Eletto nel 1829 Deputato al Parlamento, stabilisce a Roma il suo studio, dedicandosi prevalentemente alla pittura figurativa e alla ceramica. Si spegne nel 1950.

(4) Basilio Cascella, ritratto di Luisa d'Annunzio, litografia da cliché in pietra, dat. 1904.

(5) Basilio Cascella, La Maddalena penitente, litografia da cliché in zinco, dat. 1897.