Palazzo Perenich (1888)
Finestra al primo piano in v. G. d'Annunzio.
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio
 

 

 

Dopo le espropriazioni disposte dal Regio decreto del 1° aprile 1861, che dichiarava di pubblica utilità l'opera della ferrovia Ancona - Foggia, la realizzazione della linea avvenne in tempi molto brevi e nel maggio del 1863, a due mesi dalla nascita di Gabriele d'Annunzio, i nuovi impianti di Castellamare Adriatico e Pescara furono inaugurati alla presenza del re Vittorio Emanuele II.

Il tracciato dei binari sormontava il bastione S. Vitale situato a sinistra del fiume, scavalcava quest'ultimo, sfiorava il bastione S. Antonio affiancando dall'alto il convento di S. Agostino ubicato all'interno della piazzaforte e proseguiva a meridione dopo aver superato il bastione S. Rocco.

Il decreto governativo n. 3467 del 30 dicembre 1866 dispose che 670 opere, ubicate nel soppresso Regno di Napoli - torri, forti e castelli, compresa la fortezza di Pescara, inclusa, in un decreto del 10 agosto 1815, tra le piazze di 2° classe, al pari di Civitella del Tronto -, cessassero di essere considerate come "piazze e posti fortificati".

Il Consiglio Comunale di Pescara deliberò, il 30 maggio 1867, di chiedere al governo la cessione dell'area occupata dalle fortificazioni. I lavori di demolizione dei terrapieni e dei muri esterni della fortezza furono eseguiti tra il 1870 e il 1871. Furono quindi tracciati i due grandi assi stradali lungo i quali avrebbe avuto luogo lo sviluppo edificativo della città: il Corso di Porta Nova e il Corso della Marina, ad esso perpendicolare, cioè gli attuali viale Gabriele d'Annunzio e viale Conte di Ruvo. Negli anni 1882 e 1883 fu costruito, in muratura, il fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria di Pescara, la quale fu sempre subordinata al "capolinea" di Castellamare Adriatico, il cui edificio era stato eretto nel 1881 e che dal 1863 - quando esisteva il vecchio fabbricato in legno - aveva operato con la denominazione di "stazione di Pescara".

Il 9 gennaio 1884 fu approvato il piano di ampliamento redatto da Antonino Liberi, nominato ingegnere comunale l'anno precedente. Nel decennio successivo Pescara sarebbe stata protagonista di una intensa attività edilizia: le case Conti e Bucco, palazzo Perenich, il villino Clerico, costruiti in quel periodo, qualificano ancora oggi la città grazie alle loro pregevoli caratteristiche architettoniche e decorative.


Dall'alto:

1 - Villino Clerico in viale Vittoria Colonna. Balcone al primo piano (1885);
2 - Palazzo di Francesco Paolo Michetti poi Palazzo Barattucci in viale Gabriele d'Annunzio angolo via dei Bastioni (1904).