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Dopo le espropriazioni disposte dal Regio decreto del 1° aprile
1861, che dichiarava di pubblica utilità l'opera della ferrovia
Ancona - Foggia, la realizzazione della linea avvenne in tempi
molto brevi e nel maggio del 1863, a due mesi dalla nascita di
Gabriele d'Annunzio, i nuovi impianti di Castellamare Adriatico e Pescara furono inaugurati alla presenza del re Vittorio Emanuele II.
Il tracciato dei binari sormontava il bastione S. Vitale situato
a sinistra del fiume, scavalcava quest'ultimo, sfiorava il bastione
S. Antonio affiancando dall'alto il convento di S. Agostino ubicato
all'interno della piazzaforte e proseguiva a meridione dopo aver
superato il bastione S. Rocco.
Il decreto governativo n. 3467 del 30 dicembre 1866 dispose che
670 opere, ubicate nel soppresso Regno di Napoli - torri, forti
e castelli, compresa la fortezza di Pescara, inclusa, in un decreto
del 10 agosto 1815, tra le piazze di 2° classe, al pari di Civitella
del Tronto -, cessassero di essere considerate come "piazze e
posti fortificati".
Il Consiglio Comunale di Pescara deliberò, il 30 maggio 1867,
di chiedere al governo la cessione dell'area occupata dalle fortificazioni.
I lavori di demolizione dei terrapieni e dei muri esterni della
fortezza furono eseguiti tra il 1870 e il 1871. Furono quindi
tracciati i due grandi assi stradali lungo i quali avrebbe avuto
luogo lo sviluppo edificativo della città: il Corso di Porta Nova
e il Corso della Marina, ad esso perpendicolare, cioè gli attuali
viale Gabriele d'Annunzio e viale Conte di Ruvo. Negli anni 1882
e 1883 fu costruito, in muratura, il fabbricato viaggiatori della
stazione ferroviaria di Pescara, la quale fu sempre subordinata
al "capolinea" di Castellamare Adriatico, il cui edificio era
stato eretto nel 1881 e che dal 1863 - quando esisteva il vecchio
fabbricato in legno - aveva operato con la denominazione di "stazione
di Pescara".
Il 9 gennaio 1884 fu approvato il piano di ampliamento redatto
da Antonino Liberi, nominato ingegnere comunale l'anno precedente.
Nel decennio successivo Pescara sarebbe stata protagonista di
una intensa attività edilizia: le case Conti e Bucco, palazzo
Perenich, il villino Clerico, costruiti in quel periodo, qualificano
ancora oggi la città grazie alle loro pregevoli caratteristiche
architettoniche e decorative.
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