Sala VII - Rebecca ed Eliezer al pozzo
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio
 

 

 

Questa stanza era in origine annessa ai locali destinati ad uso di cucina: i vari interventi di restauro e adeguamento che hanno interessato l'edificio nel tempo ne hanno cancellato ogni traccia della originaria destinazione.

In seguito al riordinamento del percorso museale, sono stati sistemati in questa stanza i pannelli didattici dedicati allo sviluppo urbanistico della città, conseguente alla soppressione dell'antica fortezza militare; alla storia dell'antica Chiesa di S. Cetteo e alle vicende costruttive della nuova Cattedrale; quindi alla casa della famiglia d'Annunzio con la ricostruzione storica degli interventi di ristrutturazione che interessarono l'edificio fra il 1926 e il 1938, per opera prima dell'architetto Antonino Liberi poi di Giancarlo Maroni, l'architetto del Vittoriale.

Sulla destra, due pannelli sono dedicati l'uno al matrimonio del Poeta con Maria Hardouin di Gallese (
1) e l'altro all'attrice Eleonora Duse (2), l'interprete più nota delle tragedie dannunziane.

Nelle vetrine sono esposti cimeli ed accessori appartenenti a d'Annunzio e donati al Museo dalla Fondazione del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.
Alle pareti sono esposti due quadri: il primo è composto da una raccolta di fotografie dei d'Annunzio e di documenti fra i quali è da notare la partecipazione originale delle nozze del Poeta con Maria Hardouin di Gallese, avvenute a Roma il 28 luglio 1883.
Il secondo quadro è una tela raffigurante "Rebecca ed Eliezer al pozzo" attribuibile ad artista di scuola marchigiana del XVII secolo (
3).

(1) Maria Hardouin dei duchi di Gallese nasce a Roma nel 1864, dove conosce il Poeta nel 1883: a soli 19 anni fugge con lui per sposarsi il 28 luglio 1883 nella cappella del Palazzo Altemps, di proprietà dei suoi genitori.
Da questa unione nascono nel 1884 Mario, nel 1886 Gabriellino e nel 1887 Veniero.
Maria dimora alternativamente a Roma e a Parigi, restando in ombra durante l'ascesa del Poeta, dal quale si separa consensualmente il 18 maggio 1889. Muore il 18 gennaio 1954, a Gardone Riviera.

(
2) Eleonora Duse, nata nel 1858 e registrata a Vigevano nel 1859, cresce fin da bambina nel mondo del teatro. Magra, non bella, di lineamenti irregolari e di carnagione olivastra, inizia la sua carriera teatrale senza grandi entusiasmi, rivelando subito una personalità ribelle che cerca di raggiungere un ideale non definito sia in campo artistico sia in quello sentimentale.
Dopo la separazione dal marito Tebaldo Cecchi subisce una profonda trasformazione spirituale dopo l'incontro con Arrigo Boito che migliora la sua cultura e ne affina il gusto.
Nel 1894 rincontra a Venezia G. d'Annunzio, conosciuto anni prima a Roma, con il quale instaura un complesso rapporto nel quale sentimento, interesse pratico e curiosità intellettuale si mescolano in modo inestricabile per entrambi. D'Annunzio per lei si volge al teatro perché vede nella Duse l'unica attrice in grado di interpretare la sua arte. Per lei scrive varie opere, dal "Fuoco" (1900) alla "Francesca da Rimini", fino alla "Figlia di Iorio" (1903) che viene rappresentata al Lirico di Milano nel 1904. In questa occasione però il personaggio di Mila di Codro, composto per lei, viene interpretato da Irma Grammatica, in seguito ad un grave attacco di tisi della Duse. L'attrice poco dopo si ritira dalle scene teatrali ma la sua fama, circondata da un'aura di leggenda, l'accompagna fino alla morte avvenuta il 20.04.1924.

(
3) Il dipinto raffigura l'offerta dei doni a Rebecca da parte di Eliezer, come narra il Vecchio Testamento, in Genesi 24: Abramo, volendo trovare una sposa per il figlio Isacco, mandò il suo servo Eliezer a cercare una giovane nella città di Aran. Quando il servo arrivò al paese, si fermò fuori le mura, nell'ora in cui le donne uscivano per attingere acqua dal pozzo: là pregò Dio che gli concedesse un fortunato incontro e decise che la fanciulla che avesse dato da bere a lui ed ai suoi cammelli sarebbe stata la donna destinata ad Isacco.
Quella donna era Rebecca: ella offrì acqua a lui ed ai suoi cammelli ed Eliezer la ricompensò con doni preziosi. L'episodio è stato interpretato come prefigurazione dell'Annunciazione.