Sala I - Salotto (part.)
Archivio Museo Casa Natale
di Gabriele d'Annunzio

"La prima stanza è deserta. La felicità d'una volta non vi lasciò se non coltelli affilati per dilaniarmi"
  dal "Notturno"

 

 

Con questa prima stanza inizia il percorso nella Casa - Museo.

Sulle pareti decorate con motivi geometrici gialli su fondo azzurro sono esposte, a sinistra, due litografie raffiguranti "Vittorio Emanuele II, Re d'Italia" (
1) e "Giuseppe Garibaldi a Marsala" (2).

Seguono i ritratti di Anna Giuseppa Lolli (3) e Antonio d'Annunzio (4) genitori adottivi di F.P. Rapagnetta, opere di artista di scuola locale.


Di particolare interesse artistico è la decorazione a tempera che copre l'intera volta a padiglione con motivi ispirati al neoclassicismo romano, opera di maestranze di formazione marchigiana (
5).

Al centro è collocato il dipinto a tempera su tela raffigurante il "Ratto di Proserpina" opera di artista riferibile anch'esso alla scuola marchigiana della seconda metà del XIX sec.(
6)

(1) Pietro Barabino, Vittorio Emanuele II, Re d'Italia , sec. XIX. La presenza di questa stampe si può riferire alle simpatie che il padre del Poeta, Francesco Paolo, nutriva per gli ideali patriottici: la storiografia locale ne ricorda infatti la partecipazione alla delegazione che il 30 settembre 1860 incontrò Vittorio Emanuele II ad Ancona, per sollecitarne l'ingresso nel Regno Borbonico.

(2) Roberto Focosi, G. Garibaldi a Marsala, sec. XIX.

(3) Pittore di Scuola Abruzzese, Ritratto di Anna Giuseppa Lolli, metà XIX sec. Il ritratto raffigura Anna G. Lolli che adottò nel 1851 il nipote Francesco Paolo, figlio di Camillo Rapagnetta e di sua sorella Rita.

(4) Pittore di Scuola Abruzzese, Ritratto di Antonio d'Annunzio, metà XIX sec. Il ritratto raffigura Antonio d'Annunzio, che adottò nel 1851 il nipote Francesco Paolo figlio di Camillo Rapagnetta e di Rita Lolli, sorella di sua moglie Anna Giuseppa. Era un ricco commerciante di origini marchigiane e proprietario della casa che passò in eredità al padre del Poeta.

(5) Pittore di Scuola Marchigiana, Decorazione Neoclassica, Tempera su muro, XIX sec. Questo tipo di decorazione, che si affermò in un primo tempo nel ‘500 dopo la scoperta degli affreschi della Domus Aurea, vide un nuovo sviluppo soprattutto nell'Italia meridionale dopo gli scavi e le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei intorno alla metà del XVIII sec. La ricchezza fantastica del motivo antico è qui interpretata in termini di eleganza decorativa, come nella suddivisione dello spazio in scomparti geometrici, all'interno dei quali sono raffigurati amorini su piccoli carri trainati da animali fantastici, figurine che sostengono scudi con faretre e frecce ed altri motivi vegetali, dal tratto sottile e delicato.

(6) Pittore di Scuola Marchigiana, Ratto di Proserpina, Tempera su tela, XIX sec.
Il dipinto raffigura il ratto di Proserpina, come viene descritto da Ovidio nel V libro delle Metamorfosi. Plutone, il dio degli inferi, trascina la dea sul suo carro tirato da due cavalli neri. Li guidano tre amorini trasvolanti, che alludono al sentimento del dio. Questo tipo di tematica cominciò a diffondersi alla fine del ‘600, quando, sulla scia di quelle trattate all'interno dell'Accademia, si avviò la riscoperta del mito e delle favole mitologiche,
indice di una volontà di evasione (e Ovidio, con le sue Metamorfosi è uno degli autori classici cui ci si rivolgeva più spesso come fonte d'ispirazione). Con la ripresa degli scavi di Ercolano nel 1738 e con gli studi che ne conseguirono, ci fu un ritorno del recupero della classicità e del passato, con tutto il suo carico di suggestione per lo studio dell'antico, diventato una vera e propria "febbre". Si diffondevano quadri di soggetto mitologico, un tipo di stile "all'antica", derivato dai prototipi pompeiani ed ercolanensi, che si producevano in opere quasi sempre di tematica amorosa. Le scene mitologiche venivano usate per lo più nelle decorazioni pittoriche dei palazzi, soprattutto dei soffitti, le cosiddette "megalografie", come in questo caso, in cui il soggetto mitologico è collocato al centro, mentre il resto della decorazione è costituito da motivi di ispirazione neoclassica.