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Gabriele d'Annunzio nasce il 12 marzo 1863 da Francesco Paolo e Luisa De Benedictis a Pescara, dove trascorre l'infanzia. A undici anni si iscrive
alla prima classe ginnasiale presso il Collegio Cicognini di Prato
dove resterà fino al compimento degli studi. Ancora convittore,
nel 1897 pubblica, presso la tipografia Ricci di Chieti, la sua
prima raccolta di versi intitolata "Primo Vere", nata da impressioni di lettura delle Odi Barbare carducciane.
Conseguita nel 1881 la licenza liceale, si stabilisce a Roma dove
entra in contatto con ambienti letterari e aristocratici, iniziando
una fortunata attività di giornalista al "Capitan Fracassa" e alla "Cronaca Bizantina". E' a Roma che conosce la duchessina Maria Hardouin di Gallese che sposerà nel luglio del 1883 e dalla quale nasceranno Mario,
Gabriellino e Veniero, ma la passione per Barbara Leoni lo allontanerà presto dalla famiglia.
Nel 1891, oppresso dai creditori, lascia Roma e si rifugia a Francavilla
al Mare presso il Conventino dell'amico Francesco Paolo Michetti, dove riprende intensamente il lavoro. Alla fine dell'estate
si stabilisce a Napoli, dove resterà fino all'inizio del '94 collaborando
assiduamente al "Corriere di Napoli" e poi al "Mattino". Sono questi gli anni della passione per la contessa Maria Gravina che, abbandonati marito e figli, seguirà il poeta a Francavilla,
dopo la nascita della figlia Renata. Nell'estate del '95 compie
il periplo ellenico che gli ispirerà "La città morta" e "Laus Vitae", e proprio al ritorno dalla crociera rivede a Venezia Eleonora Duse, dopo un anno dalla prima casuale conoscenza. Presto si stabilirà
nella villa La Capponcina a Settignano, vicino alla dimora della Duse, con la quale instaura
un sodalizio artistico e sentimentale che coincide con un periodo
di intensa creazione.
Di questi anni è anche la partecipazione alla vita politica: eletto
nel 1897 deputato nel Collegio di Ortona, interviene in Parlamento
per votare con la Sinistra contro il governo Pelloux che tenta
di limitarne la libertà politica. Nel 1910, oppresso dai debiti,
si trasferisce in Francia. Scoppiato il primo conflitto mondiale,
rientra in Italia accolto da grandi manifestazioni di entusiasmo
e il 5 maggio, con il discorso di Quarto, inizia la campagna interventista.
Si arruola volontario nel Reggimento Lancieri di Novara, compiendo
gesti clamorosi come il volo su Trieste nel 1915, la Beffa di
Buccari e il volo su Vienna nel 1918, l'occupazione di Fiume il
12 settembre 1919, alla testa dei granatieri di Ronchi.
Quando il governo italiano, dopo il trattato di Rapallo, pone
fine all'occupazione della città, d'Annunzio si rifugia a Gardone Riviera nella Villa Cargnacco da lui trasformata nel complesso monumentale
del Vittoriale degli Italiani, dove rimarrà fino alla morte (1° marzo 1938).
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