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Nel 1967 l'avvocato Luigi Signorini Corsi (17 agosto 1897- 16 marzo 1967), a testimonianza dell'affetto che portava alla sua città natale, legava al Comune di L'Aquila tutti i mobili d'arte, i quadri e l'intera collezione di monete esistenti nelle sale di rappresentanza del suo palazzo di via Patini in L'Aquila ponendo, come unica condizione, che tutti gli oggetti restassero in loco per costituire un "tipico esempio di appartamento di rappresentanza di famiglia aquilana". A seguito della collaborazione fra più Enti e dopo il superamento di difficoltà burocratiche, nel 1998 si ritenne compiuta la trasformazione della casa in Casa Museo Signorini Corsi, un interessante esempio di collezionismo privato.

Le sei sale di cui si componeva l'appartamento di rappresentanza del palazzo costituiscono l'attuale percorso museale. In esse le opere sono disposte senza un apparente criterio espositivo, sia esso cronologico sia tematico, ma si è cercato di restituire, compatibilmente con problemi tecnici o di fruizione delle stesse opere, il gusto e la sensibilità dei donatori.


Nella prima sala emergono due notevoli trumeaux settecenteschi e l'importante secretaire neoclassico appartenuto a Napoleone Bonaparte ricco - oltre che di raffinati intarsi, sculture, dipinti - di meccanismi segreti che ne svelano i numerosi contenitori; risaltano inoltre nella stanza numerose ramine e paesaggi fiamminghi del Settecento.

Nella seconda sala si ammirano consolles ed altri arredi barocchi, una "Natività della Vergine"- rara opera pittorica di Baccio Bandinelli - conosciuto soprattutto come scultore e disegnatore, il patiniano "San Francesco di Paola", ancora una tavola cuspidata dal controverso percorso attributivo ed una "Deposizione" realizzata da un valente allievo di Annibale Carracci, Innocenzo Tacconi, utilizzata dall'artista per l'originale conservato al Museo del Louvre.

Nella stanza successiva si conserva la preziosa "Natività" di stretto ambito botticelliano e numerosi altri dipinti realizzati da autori vari e in epoche diverse su supporti quali onice, avorio, ardesia, rame. Ancora, fanno mostra di sé la scrivania con alzata appartenuta al cardinale Ganganelli - poi eletto papa Clemente XIV - ed il prezioso cassettone seicentesco in ebano ed avorio con lo scrigno da viaggio, realizzato nel corso del sec. XVI in area francese.

Nella quarta stanza sono conservate le icone, i gioielli, gli avori appartenuti alle donne della famiglia, oltre al monetiere che racchiudeva la prestigiosa raccolta di nummi, fra le più complete in Abruzzo (essa è attualmente conservata, per motivi di sicurezza e problemi espositivi, in altra sede) nel cui ambito un "unicum" di grande rilevanza storica è costituito dalle monete delle zecche abruzzesi.

Successivamente, si accede in un salone ricco di arredi barocchi espressione, sembrerebbe, dell'opulenza della famiglia che li raccolse nel tempo. Alle pareti sono esposti dipinti di autorevoli Autori di Scuola Napoletana ed il ritrovato "Martirio di San Lorenzo", opera attribuita a Battistello Caracciolo, il più importante allievo del Caravaggio, opera di cui si conservano i documenti della committenza ma di cui si era persa memoria.

In quella che era la camera da letto degli ospiti, lasciata inalterata nei suoi arredi, si trovano raffinate toilettes finemente intarsiate, il bozzetto solimenesco del "Priamo chiede ad Achille il corpo di Ettore", l'"Ecce homo" di Ferraù Fenzoni ed altri importanti dipinti su tavola fra cui, notevole, la peruginesca "Madonna con Bambino".

Paola Carfagnini


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